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TRASFORMAZIONE DEL VETRO

testi a cura di Mario Moretti
Seconde lavorazioni
Nel gergo vetrario per seconde lavorazioni si intendono tutti quei trattamenti che una lastra può subire e che possono essere praticati sui bordi o sulla superficie della lastra stessa.
Taglio
Le varie tecniche di taglio del vetro si basano su due principi : perché il vetro si rompa si deve creare o una sottile e profonda incisione o localizzare una grande quantità di calore in superficie.
La tecnica più antica consiste nel passare sulla superficie del manufatto una punta di metallo arroventato lungo la traccia che dovrà seguire la frattura. La traccia viene quindi bagnata con gocce d'acqua : l'improvviso raffreddamento molto localizzato crea forti tensioni ed è sufficiente colpire leggermente e ripetutamente la superficie opposta perché si inneschi e propaghi la frattura.
L'evoluzione moderna di questa tecnica è il fascio laser che consente dei tagli estremamente precisi e già rifiniti, privi di spigoli taglienti anche lungo linee molto complesse.
Un risultato simile si ottiene con un getto ad altissima pressione di acqua mista a polvere abrasiva; questa è una tecnica usata industrialmente.
Il taglio più tradizionale consiste nell'incidere il vetro con una rotellina in acciaio più duro del vetro (acciaio vidiam). E' sufficiente una serie di leggeri colpi sulla superficie opposta perché la frattura si propaghi rapidamente seguendo la linea dell'incisione.
 Infine il vetro si può tagliare con una ruota metallica, fissata ad un tornio che gira ad alta velocità, sul cui bordo sono fissati dei piccoli diamanti o altro materiale più duro del vetro.
Molatura dei bordi
- a filo greggio : eliminazione del tagliente dei bordi di una lastra ottenuta o con mole di pietra, di carborundum o diamante, di grana piuttosto grossolana.

- a filo lucido : fase successiva alla precedente consistente nella eliminazione di ogni minuta asperità dei bordi ed una lucidatura degli stessi con mole diamantata a grana finissima o con pomice in polvere.

- a filo lucido industriale : è ottenuto direttamente dalla molatura del bordo con mole di adeguata finezza, senza successive lavorazioni. E' il classico filo lucido (semi opaco) per bordi di lastre di grande serie adatto specialmente per spessori sottili.

- a bisello : lavorazione dei bordi di una lastra che, essendo eseguita con un angolo qualsiasi inferiore ai 90° rispetto alla superficie della lastra, interessa, oltre che il bordo, la stessa superficie. Lavorazione molto delicata ed appariscente, viene ancora oggi usata per specchi di grande pregio.
Foratura
Si possono eseguire fori, praticamente su ogni tipo di lastra, con appositi trapani dotati di punte a corona diamantata.
Fori molto grandi possono eseguiti con tubo di ottone o di ferro, al posto della punta a corona, montati su trapani verticali, delegando alla polvere di carborundum, trascinata dalla punta, il compito di praticare il foro.
Curvatura
Il vetro curvo viene prodotto per riscaldamento progressivo della lastra in appositi forni fino a circa 600°C. La lastra si rilassa sotto il suo peso e si adagia sulla superficie dello stampo su cui era appoggiata, prendendone la forma. Si possono ottenere forme regolari o irregolari che servono sia nell'edilizia sia nell'industria dell'auto.
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