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DALL'ETÀ DI AUGUSTO ALLA CADUTA DELL'IMPERO ROMANO

testi a cura di Rosanna Mollo e Patrizia Framarin
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Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona
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La soffiatura e il mondo romano
L'avvento della tecnica della soffiatura, libera o combinata con l'uso di stampi, rivoluzionò l'industria vetraria e permise una vasta diffusione degli oggetti in vetro per la riduzione dei tempi tecnici di lavorazione e la possibilità di creare una grande varietà di forme in tempi brevi.
L'invenzione della canna da soffio avviene in ambiente medio orientale: la più antica testimonianza proviene da Gerusalemme in un contesto datato alla prima metà del I secolo a.C. La prima commercializzazione del vetro soffiato coincide con la conquista dell'Egitto (31 a.C.) e l'instaurazione del principato di Augusto alla fine del I secolo (27 a.C.-14 d.C.): fattori politici ed economici congiunti all'intensificarsi del commercio marittimo nel Mediterraneo e l'affinamento delle conoscenze tecniche, favorirono la capillare diffusione di manufatti soffiati nel mondo romanizzato, fino alla loro predominanza sui mercati nel corso del I secolo d.C.
La conquista dei regni ellenistici determinò un afflusso di ricchezze e di artigiani specializzati dal Mediterraneo orientale: maestranze ed officine vetrarie si stabilirono a Roma, in Campania (Cuma, Pozzuoli) e lungo la costa alto-adriatica (Aquileia), aree che da lunga data avevano intrattenuto rapporti commerciali con la Grecia e il Mediterraneo orientale.
Un vicus vitrarius esisteva nei pressi di Porta Capena a Roma, un clivus vitrarius sive unguentarius era attestato a Pozzuoli, importanti centri di produzione si diffusero a oriente (costa Siro-palestinese) e a occidente del Mediterraneo (Avenches in Svizzera, Lione e Saintes in Francia), caratterizzati spesso da un linguaggio formale-stilistico comune.
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1. Esempio di unguentario in vetro colorato, da Aosta (inizio I sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
1. Esempio di unguentario in vetro colorato, da Aosta (inizio I sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
Da prodotto riservato all'élite sociale, il vetro entra nella vita quotidiana di tutti i ceti accanto al vasellame ceramico e metallico di cui spesso imita le forme. Nella fase iniziale della produzione frequente è l'uso del vetro soffiato colorato ottenuto con l'addizione di ossidi metallici (foto 1); dalla metà circa del I secolo d.C. prevale l'uso del vetro naturale di colorazione azzurra (foto 2) mentre verso la fine del I secolo si torna a prediligere il vetro incolore, sottile e trasparente (foto 3).
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2. Esempio di ampolla-balsamario ovoide in vetro azzurro chiaro, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
2. Esempio di ampolla-balsamario ovoide in vetro azzurro chiaro, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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3. Esempio di balsamario a corpo tronco-conico conformato a bulbo in vetro incolore, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
3. Esempio di balsamario a corpo tronco-conico conformato a bulbo in vetro incolore, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
Le produzioni vitree del I secolo d.C.
Un campo particolare di applicazione della nuova tecnica della soffiatura è dato dalla classe dei contenitori per unguenti e balsami profumati, le ampullae vitreae, che ebbero grandissima diffusione sia nelle province orientali che occidentali dell'impero nel corso del I secolo d.C. (foto 4-5) e determinarono la rapida scomparsa dei porta-unguenti ellenistici su nucleo friabile.
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4. Selezione di balsamari in vetro blu a corpo globulare e piriforme, probabilmente dall'Oriente (prima metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
4. Selezione di balsamari in vetro blu a corpo globulare e piriforme, probabilmente dall'Oriente (prima metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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5. Balsamario in vetro blu a corpo globulare, probabilmente dall'Oriente (prima metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
5. Balsamario in vetro blu a corpo globulare, probabilmente dall'Oriente (prima metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
I contenitori per unguenti e balsami
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6. Balsamario colorato di piccole dimensioni, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico regionale, Aosta, Italia.
6. Balsamario colorato di piccole dimensioni, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico regionale, Aosta, Italia. 
La fase iniziale dell'attività produttiva interessa l'ambito siro-palestinese in un periodo compreso tra il 50 e il 25 a.C., diffondendosi a fine secolo anche nell'Italia meridionale (litorale campano). In età augusteo-tiberiana balsamari di piccole dimensioni piriformi, globulari e discoidali, dai colori decisi blu, giallo, viola sono prodotti in Italia settentrionale dalle officine di Aquileia (foto 6-7-8).
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7. Unguentario colorato di piccole dimensioni, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico regionale, Aosta, Italia.
7. Unguentario colorato di piccole dimensioni, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico regionale, Aosta, Italia. 
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8. Balsamario colorato di piccole dimensioni, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico regionale, Aosta, Italia.
8. Balsamario colorato di piccole dimensioni, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico regionale, Aosta, Italia. 
Nel Canton Ticino e nelle aree ad occidente del Verbano si producevano contemporaneamente caratteristici contenitori per unguenti a forma di colomba e a corpo sferico in vetro multicolore (foto 9-10).
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9. Balsamario conformato a colomba, da Cavarzere (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale di Adria, Rovigo.
9. Balsamario conformato a colomba, da Cavarzere (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale di Adria, Rovigo. 
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10. Balsamario conformato a colomba, da Groppello Cairoli (primi decenni del I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia.
10. Balsamario conformato a colomba, da Groppello Cairoli (primi decenni del I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia. 
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11. Anforetta balsamario, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
11. Anforetta balsamario, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
Dipendenti dal repertorio formale fittile erano le anforette miniaturistiche con terminazione a punta (foto 11-12), frequentemente attestate tra i prodotti di Pompei e delle officine nord-italiche e l'olla olearia da palestra, l'aryballos, munita di catenelle per la sospensione, legata alla frequentazione delle terme (foto 13).
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12. Anforetta-balsamario (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
12. Anforetta-balsamario (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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13. Aryballos con catenelle di bronzo, da Pompei (I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
13. Aryballos con catenelle di bronzo, da Pompei (I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
Successivamente, nel corso del I secolo, la produzione industrializzata di balsamari tubolari o a corpo tronco-conico e lungo collo per rallentare l'evaporazione del contenuto appare caratterizzata dalla ripetitività schematica delle forme e dalla uniformità cromatica del vetro azzurro.
Nel novero dei contenitori impiegati per la cosmesi femminile vanno inoltre collocati i balsamari olliformi e le coppe a sacco realizzate in vetro comune, associate a bacchette in vetro colorato utilizzate per mescolare unguenti e prodotti per il trucco.
Il vasellame da mensa e da dispensa
Per le esigenze della mensa e della dispensa erano disponibili sul mercato contenitori di vetro di varia foggia e dimensione: bottiglie, olle, piatti, coppe e bicchieri accolti favorevolmente per la loro funzionalità e la loro impermeabilità.
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14. Olla quadrangolare, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
14. Olla quadrangolare, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
Alla produzione occidentale in vetro comune, generalmente azzurro, sono riconducibili le olle a corpo parallelepipedo (foto 14) e quelle ovoidali, di varia capienza, con o senza coperchio (foto 15-16), caratterizzate da anse plastiche: erano forme adatte alla conservazione dei cibi.
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15. Olla con coperchio (I-II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
15. Olla con coperchio (I-II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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16. Coperchio (I-II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
16. Coperchio (I-II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
17. Anforetta (amphoriskos), dall'area campana (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
17. Anforetta (amphoriskos), dall'area campana (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
Vini pregiati (Martial, Epigr. II, 40) potevano essere contenuti in anfore vitree di produzione campana (foto 17) o come il garum in un raro tipo di contenitore, un amphoriskos con beccuccio versatoio (foto 18), ma i recipienti più frequentemente utilizzati tra mensa e dispensa erano le brocche e le bottiglie coniche, cilindriche e prismatiche (foto 19-21). I contenitori monoansati a corpo cubico e parallelepipedo venivano preferiti nel trasporto per la loro facilità di stoccaggio: ricorrono nelle produzioni occidentali per lo più dell'Italia padana e nord orientale, ma sono frequenti anche in Oriente (foto 20).
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18. Amphoriskos con versatoio conico, da Albenga (secondo quarto I sec. d.C). Museo Civico Ingauno, Albenga, Savona, Italia.
18. Amphoriskos con versatoio conico, da Albenga (secondo quarto I sec. d.C). Museo Civico Ingauno, Albenga, Savona, Italia. 
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19. Brocca biconica (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
19. Brocca biconica (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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20. Bottiglia, da Camarina (II-III sec. d.C). Museo Archeologico Regionale di Camarina, Ragusa, Italia.
20. Bottiglia, da Camarina (II-III sec. d.C). Museo Archeologico Regionale di Camarina, Ragusa, Italia. 
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21. Bottiglia monoansata, da Aosta (seconda metà - fine I sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
21. Bottiglia monoansata, da Aosta (seconda metà - fine I sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
Il vasellame da mensa traeva ispirazione dai contemporanei servizi in ceramica: le forme apode di piatti, analoghe alle patere della sigillata, ricorrono frequentemente nel primo secolo, realizzate in vetro comune azzurro e verde. Sono accompagnate da acetabula, piccoli contenitori di salse, di forma emisferica e di vari formati (foto 22-23).
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22. Coppetta in vetro verdino trasparente (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
22. Coppetta in vetro verdino trasparente (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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23. Coppetta in vetro trasparente (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
23. Coppetta in vetro trasparente (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
Il tipo di bicchiere più frequente nel corso del I secolo d.C. presenta corpo ovoide allungato, piede a disco e perdura a lungo con lievi variazioni (foto 24).
Nel panorama uniforme del vasellame di uso quotidiano venivano prodotti anche servizi più raffinati per il tipo di vetro utilizzato, come il vetro colorato completamente opacizzato o il vetro obsianum imitante l'ossidiana (foto 25) di cui parla Plinio il Vecchio (Nat. Hist. XXXVI, 196).
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24. Bicchiere carenato, dal Mediterraneo orientale (II-III sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
24. Bicchiere carenato, dal Mediterraneo orientale (II-III sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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25. Coppetta in vetro 'obsianum', da Adria (prima metà I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
25. Coppetta in vetro 'obsianum', da Adria (prima metà I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia. 
Il vetro di tradizione ellenistica
Anche dopo l'avvento del vetro soffiato si continuò ad utilizzare nel corso del I secolo d.C. il vecchio metodo della colatura entro stampo e la modellazione su forma. Sulla scorta della tradizione ellenistica, nell'Italia centro-meridionale, che aveva recepito in tempi brevi e in forme autonome i nuovi stimoli provenienti dall'area orientale, si afferma la lavorazione del vetro monocromo e policromo a mosaico, nei tipi a reticello (foto 26), a nastri (foto 27-28-29), a millefiori (foto 30-31), marmorizzato e la più raffinata produzione a nastri d'oro con esemplari di pissidi e balsamari di lusso (foto 32-33).
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26. Coppa a reticello, da Cavarzere (fine I sec. a.C - inizi I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
26. Coppa a reticello, da Cavarzere (fine I sec. a.C - inizi I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia. 
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27. Coppa a nastri policromi, da Cavarzere (fine I sec. a.C - inizi I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
27. Coppa a nastri policromi, da Cavarzere (fine I sec. a.C - inizi I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia. 
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28. Piattino a nastri policromi, da Enona (fine prima metà I sec. d.C). Museo del Vetro, Murano, Italia.
28. Piattino a nastri policromi, da Enona (fine prima metà I sec. d.C). Museo del Vetro, Murano, Italia. 
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29. Piattino a nastri policromi, da Aosta (fine I sec. a.C - metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
29. Piattino a nastri policromi, da Aosta (fine I sec. a.C - metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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30. Coppa in vetro mosaico composito (prima metà I sec. d.C.). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia.
30. Coppa in vetro mosaico composito (prima metà I sec. d.C.). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia. 
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31. Pisside in vetro mosaico composito, da Adria (inizi I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
31. Pisside in vetro mosaico composito, da Adria (inizi I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia. 
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32. Pisside in vetro a nastri d'oro, da Pompei (prima metà I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
32. Pisside in vetro a nastri d'oro, da Pompei (prima metà I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
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33. Balsamario in vetro a nastri d'oro, da Terni (ultimi decenni I sec. a.C. - prima metà I sec. d.C). Museo Civico Archeologico, Bologna, Italia.
33. Balsamario in vetro a nastri d'oro, da Terni (ultimi decenni I sec. a.C. - prima metà I sec. d.C). Museo Civico Archeologico, Bologna, Italia. 
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34. Coppa costolata, dal Mediterraneo orientale (metà I sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
34. Coppa costolata, dal Mediterraneo orientale (metà I sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
Anche la coppa costolata di origine siro-palestinese, in vetro mocromo (foto 34) e a mosaico, viene prodotta a partire dalla prima metà del I secolo, nelle regioni occidentali dell'impero; la versione in vetro comune verdazzurro, opera di svariate officine dell'Italia settentrionale, perdura per buona parte del I e del II secolo con importanti attestazioni in tutte le aree insediative. Queste produzioni di pregio interessano di frequente l'Italia cisalpina, da dove vengono esportate largamente verso le province transalpine (Locarno, Vindonissa, Treviri).
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35. Skyphos, da Adria (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
35. Skyphos, da Adria (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
Anche in ambito orientale continua nella prima metà del I secolo d.C. la produzione di manufatti colati a stampo di raffinata fattura nel solco della tradizione, in particolare eleganti vasi potori monocromi, intagliati, rifiniti alla ruota, a imitazione di modelli metallici (foto 35).
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36. Pedina da gioco policroma, da Aosta ( I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
36. Pedina da gioco policroma, da Aosta ( I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
Questa tecnica continua ad essere sfruttata per realizzare i medaglioni; a rilievo di membri della famiglia imperiale, le gemme ornamentali in pasta di vetro (foto 37) e per molti altri oggetti di piccole dimensioni, come perle e pedine da gioco (latruncoli) (foto 36-38).
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37. Gemme in pasta vitrea raffiguranti Venere vincitrice, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
37. Gemme in pasta vitrea raffiguranti Venere vincitrice, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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38. Pedina da gioco policroma, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
38. Pedina da gioco policroma, da Aosta (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
Intorno alla metà del secolo si esaurisce quasi completamente la produzione romano-italica di vetro policromo e mocromo colato, di notevole impegno realizzativo.
I vitrarii di Sidone e la soffiatura a stampo
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39. Coppa monoansata di Ennion, da Cavarzere (secondo quarto I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
39. Coppa monoansata di Ennion, da Cavarzere (secondo quarto I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
Dall'area del Mediterraneo orientale e, in particolare dall'ambiente siro-palestinese, andava diffondendosi la nuova tecnica della soffiatura a stampo che facilitava l'esecuzione di forme complesse decorate a rilievo. Nella fase iniziale di applicazione della nuova tecnologia, nel secondo quarto del I secolo d.C., si colloca l'attività del sidonio Ennione, raro caso di vitrarius che firma i suoi prodotti, per lo più raffinate coppe biansate, brocche, pissidi in vetro monocromo trasparente, ornate da baccellature e motivi fitomorfi stilizzati a rilievo, attestate in Grecia, in Israele e prevalentemente in Occidente, in particolare nell'Italia settentrionale.
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40. Coppa di Ennion, particolare dell'iscrizione in lettere (secondo quarto I sec. d.C).  Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
40. Coppa di Ennion, particolare dell'iscrizione in lettere (secondo quarto I sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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41. Coppa biansata di Ennion, dalla Lomellina (prima metà I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia.
41. Coppa biansata di Ennion, dalla Lomellina (prima metà I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia. 
Alla sua scuola sono da attribuire minuscoli recipienti, coppe, bottigliette e soprattutto balsamari baccellati con complessi motivi vegetali a rilievo che compaiono anche sulle cosiddette 'Sidonian flasks' e su produzioni più tarde di tradizione, che raggiungono la pianura Padana e le province occidentali.
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42. Anforetta/balsamario, dal Mediterraneo orientale (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
42. Anforetta/balsamario, dal Mediterraneo orientale (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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43. Balsamario 'Sidonian Flask' a sezione esagonale, di provenienza sconosciuta (I sec. d.C). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia.
43. Balsamario 'Sidonian Flask' a sezione esagonale, di provenienza sconosciuta (I sec. d.C). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia. 
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44. 'Sidonian Flask' (balsamario) a sezione esagonale, da Salamia (secondo quarto I sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
44. 'Sidonian Flask' (balsamario) a sezione esagonale, da Salamia (secondo quarto I sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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45. Balsamario biansato, dal Mediterraneo orientale (seconda metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
45. Balsamario biansato, dal Mediterraneo orientale (seconda metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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46. Balsamario biansato, dal Mediterraneo orientale (seconda metà I - inizi II sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
46. Balsamario biansato, dal Mediterraneo orientale (seconda metà I - inizi II sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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47. Kantharos, da Frascarolo (seconda metà I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia.
47. Kantharos, da Frascarolo (seconda metà I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia. 
Oltre alla figura del grande Ennione l'ambito medio-orientale è caratterizzato dalla presenza di molteplici scuole vetrarie di notevole livello tecnico (Aristeas, Artas, Jason) che hanno diffuso in occidente, ed in particolare nella penisola italica, non soltanto i caratteristici prodotti decorati a stampo ma anche i procedimenti tecnici e le maestranze specializzate. A questa produzione sono legate serie particolari di coppe e bicchieri dal significato agonistico-celebrativo, con scene gladiatorie e di circo.
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48. Bicchiere agonistico celebrativo, con iscrizione inneggiante alla vittoria, da Melos (seconda metà I sec. d.C). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia.
48. Bicchiere agonistico celebrativo, con iscrizione inneggiante alla vittoria, da Melos (seconda metà I sec. d.C). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia. 
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49. Coppa con scene di combattimento tra gladiatori, da Chavagnes-en-Pailler, Francia (metà I sec. d.C.). Corning Museum of Glass, New York.
49. Coppa con scene di combattimento tra gladiatori, da Chavagnes-en-Pailler, Francia (metà I sec. d.C.). Corning Museum of Glass, New York. 
Con il consolidarsi dell'attività produttiva i modelli realizzati nel Mediterraneo orientale furono riprodotti negli ateliers occidentali, con creative innovazioni formali e decorative: tra i vari tipi di recipienti vitrei soffiati a stampo nel corso del I secolo si distinguono bicchieri trasparenti con decorazione a 'boccioli di loto', a 'nodi' che richiamano il mito di Ercole o con motivi decorativi compositi come la rappresentazione di figure mitologiche entro strutture templari.
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50. Bicchiere con decorazione 'a gocce', da Adria (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
50. Bicchiere con decorazione 'a gocce', da Adria (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia. 
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51. Bicchiere con figure mitologiche, da Pergamo (fine I - inizi II sec. d.C.). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia.
51. Bicchiere con figure mitologiche, da Pergamo (fine I - inizi II sec. d.C.). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia. 
Con la stessa tecnica dell'impiego di matrici venivano prodotti recipienti a decorazione geometrica, particolari bottiglie a nervature elicoidali e semplici ed eleganti forme lisce.
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52. Bottiglia a nervature elicoidali, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
52. Bottiglia a nervature elicoidali, da Aosta (fine I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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53. Pisside in vetro blu, da Bologna (I sec. d.C.). Museo Civico Archeologico, Bologna, Italia.
53. Pisside in vetro blu, da Bologna (I sec. d.C.). Museo Civico Archeologico, Bologna, Italia. 
A produzioni orientali, ma egualmente diffuse in occidente nel corso dell'età imperiale, sembrano ricondurre le plastiche forme a tutto tondo di grappoli d'uva, datteri, pigne e di teste umane con funzione di balsamari.
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54. Balsamario a dattero, da Aosta (metà II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
54. Balsamario a dattero, da Aosta (metà II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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55. Balsamario con globetti a rilievo, dalla regione siro-palestinese (III sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
55. Balsamario con globetti a rilievo, dalla regione siro-palestinese (III sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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56. Balsamario cefalomorfo, dalla regione siro-palestinese (fine I - inizi II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
56. Balsamario cefalomorfo, dalla regione siro-palestinese (fine I - inizi II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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57. Bottiglia a sezione quadrata (fine I sec. d.C.). Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, Italia.
57. Bottiglia a sezione quadrata (fine I sec. d.C.). Atti della Società Piemontese di Archeologia e Belle Arti, Italia. 
La tecnica della soffiatura entro stampo inizialmente riservata a esemplari di pregio decorati a rilievo viene trasformata in produzione seriale per la realizzazione di bottiglie a corpo cubico, prismatico e cilindrico largamente presenti nelle varie province dell'impero, in particolare in Italia settentrionale, come attestano i bolli di Caius Salvius Gratus e di Sentia Secunda che produceva Aq(uileiae) vitr(a), rinvenuto a Linz.
I vetri d'ispirazione toreutica
Contemporaneamente, accanto ad esemplari di maggiore impegno artigianale, venivano prodotti anche raffinati vetri soffiati d'ispirazione toreutica. Nella realizzazione del vasellame da mensa funzionale alla mescita e al consumo delle bevande si è fatto spesso ricorso all'imitazione di forme metalliche tardo-ellenistiche: si tratta per lo più di brocche in vetro colorato a corpo ovoidale e largo collo, con anse configurate in pasta vitrea associate ad eleganti forme di classica memoria (skiphoi, kantharoi, askoi, trullae, modioli, simpula, ligulae, gutti) o a forme inconsuete di rhyta, corni potori semplici o a terminazione zoomorfa, per lo più di impiego rituale, prodotti dalle diverse manifatture attestate nelle province occidentali, nelle aree transalpine, nella pianura padana e nelle città vesuviane. La soffiatura rendeva inoltre possibile la creazione di forme originali e di curiose interpretazioni figurative.
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58. Brocca con applique a maschera femminile, da Pompei (I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
58. Brocca con applique a maschera femminile, da Pompei (I sec. d.C). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
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59. Trulla, dal territorio italiano (I sec. d.C.). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia.
59. Trulla, dal territorio italiano (I sec. d.C.). Diageo Glass Collection, Santa Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia. 
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60. 'Simpulum' (mestolo), da Albenga (fine I - inizi II sec. d.C.). Museo Archeologico Ingauno, Albenga, Savona, Italia.
60. 'Simpulum' (mestolo), da Albenga (fine I - inizi II sec. d.C.). Museo Archeologico Ingauno, Albenga, Savona, Italia. 
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61. 'Guttus' ad uccello, da Albenga (fine I - inizi II sec. d.C.). Museo Civico Ingauno, Albenga, Italia.
61. 'Guttus' ad uccello, da Albenga (fine I - inizi II sec. d.C.). Museo Civico Ingauno, Albenga, Italia. 
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62. 'Guttus' conformato a figura stilizzata di uccello, dal Mediterraneo orientale (II-III sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
62. 'Guttus' conformato a figura stilizzata di uccello, dal Mediterraneo orientale (II-III sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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63. Rhyton con terminazione a testa d'animale, da Cavarzere (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia.
63. Rhyton con terminazione a testa d'animale, da Cavarzere (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Adria, Italia. 
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64. Piatto con anse a festone applicate, da Albenga (fine I sec. d.C.). Museo Civico Ingauno, Albenga, Savona, Italia.
64. Piatto con anse a festone applicate, da Albenga (fine I sec. d.C.). Museo Civico Ingauno, Albenga, Savona, Italia.
Alla produzione orientale si possono attribuire, tra I e II secolo d.C., piatti e coppe in vetro incolore trasparente con prese laterali a festone, un motivo desunto dal vasellame in argento. La circolazione di questi prodotti seguiva le rotte mediterranee e la loro produzione, ripresa anche in Occidente, forse a seguito dell'attività di vitrarii itineranti, interessava anche l'Italia settentrionale.
I vetri decorati
Emergono dalla grande massa di vetri prodotti per l'uso quotidiano alcuni manufatti di diversa tecnologia, spesso di notevole livello artistico, impreziositi da varie forme di ornamentazione.
Un gusto particolare per la decorazione 'a macchia' e 'piumata' sembra caratterizzare in modo non esclusivo la produzione dell'Italia settentrionale e del Canton Ticino nel corso del I secolo. La decorazione a granulazioni policrome e monocrome, le macchie di colore e i filamenti variegati che compaiono su anforette e brocche a corpo biconico e olle, sono stati interpretati come il desiderio di imitare i più costosi vetri a mosaico e le venature delle pietre dure.
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65. Bicchiere a granulazioni, da Adria (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale di Adria, Rovigo, Italia.
65. Bicchiere a granulazioni, da Adria (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale di Adria, Rovigo, Italia. 
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66. Brocca decorata 'a macchie', dal Mediterraneo orientale (seconda metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
66. Brocca decorata 'a macchie', dal Mediterraneo orientale (seconda metà I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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67. Bottiglietta decorata a 'spruzzo', da Aosta (metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
67. Bottiglietta decorata a 'spruzzo', da Aosta (metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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68. Brocca a decorazione piumata, da Adria (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale di Adria, Rovigo, Italia.
68. Brocca a decorazione piumata, da Adria (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale di Adria, Rovigo, Italia. 
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69. Balsamario a nastri ondulati policromi, da San Giovanni d'Acri (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
69. Balsamario a nastri ondulati policromi, da San Giovanni d'Acri (I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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70. Balsamario costolato in vetro marmorizzato, da Gropello Cairoli (inizio I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia.
70. Balsamario costolato in vetro marmorizzato, da Gropello Cairoli (inizio I sec. d.C.). Musei Civici del Castello Visconteo, Pavia, Italia. 
Al medesimo gusto sembra rispondere la produzione delle 'zarte Rippenschalen', coppe a baccellature sottili con filamenti in pasta vitrea avvolti a spirale concentrate nell'area Cisalpina orientale e occidentale nei territori danubiani e nella Valle del Reno.
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71. Coppa baccellata a filamenti applicati, dal Mediterraneo orientale (primo quarto I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
71. Coppa baccellata a filamenti applicati, dal Mediterraneo orientale (primo quarto I sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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72. Coppa baccellata con filamenti, da Aosta (secondo quarto I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
72. Coppa baccellata con filamenti, da Aosta (secondo quarto I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
Il vetro cammeo, forse il più pregiato prodotto dall'arte vetraria antica, era un tipo di vetro a due o più strati sovrapposti, generalmente blu e bianchi, dalla complessa lavorazione, ispirato al repertorio figurativo di matrice ellenistica a tema dionisiaco. Gli esemplari conosciuti, di alto livello artistico (brocche, anfore, coppe, skyphoi, patere, pannelli) prevalentemente di provenienza pompeiana, databili nella prima metà del I secolo, appartengono ad una produzione limitata, destinata ad una committenza di ceto elevato, talora anche imperiale, come nel caso del vaso Portland e dell'anfora con gli amorini vendemmiatori da Pompei, il cosiddetto Vaso blu.
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73. Pannello in vetro cammeo con scena dionisiaca, da Pompei (primo quarto I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
73. Pannello in vetro cammeo con scena dionisiaca, da Pompei (primo quarto I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
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74. Anfora in vetro cammeo con amorini vendemmiatori, da Pompei (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
74. Anfora in vetro cammeo con amorini vendemmiatori, da Pompei (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
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75. Coppa a decorazione dipinta con pernici e ghirlande (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico di Antichità, Torino, Italia.
75. Coppa a decorazione dipinta con pernici e ghirlande (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico di Antichità, Torino, Italia.
Alla creatività del mondo orientale si ricollega la produzione dei vetri dipinti. In questo ambito si collocano manufatti di eccezionale rilievo come la serie di coppe e di amphoriskoi della prima metà del I secolo d.C. a soggetto naturalistico con motivi decorativi zoomorfi (uccelli su tralci di vite, anatre, gazzelle, pernici, battaglie fra pigmei) di tradizione ellenistica e di gusto alessandrino, diffusi sia nell'area mediterranea (Egitto, Algeria, Grecia) e lungo le coste del Mar Nero che nell'Italia settentrionale e nelle province transalpine (Svizzera, Francia, Germania, Inghilterra). L'alto numero di ritrovamenti in Occidente ha fatto supporre l'esistenza di una probabile produzione nell'Italia settentrionale atta ad approvvigionare il mercato occidentale.
Un bicchiere a depressioni della fine del I secolo d.C., ritrovato ad Aosta (Italia), con rappresentazione di una figura dipinta - probabilmemte un atleta-giocoliere - di produzione alessandrina, sembra costituire il precedente tipologico e stilistico dei più tardi bicchieri di Begram, in Afghanistan, di origine egiziana. Manufatti dipinti con scene di genere naturalistico o mitologico diffusi in Occidente, esprimono, nella continuità delle relazioni di scambio est-ovest e della emigrazione di artigiani, il predominio dei prodotti di pregio di provenienza orientale, circolanti tra II e IV secolo d.C. La produzione occidentale di manifattura renana, caratterizzata da esemplari a soggetto animalistico, per lo più combattimenti di animali feroci nell'arena, ha inizio a partire dal III secolo d.C. e perdura sino al IV d.C. inoltrato.
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76. Bicchiere dipinto con raffigurazioni di atleta-giocoliere, da Aosta (fine del I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
76. Bicchiere dipinto con raffigurazioni di atleta-giocoliere, da Aosta (fine del I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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76. Bicchiere dipinto con raffigurazioni di atleta-giocoliere, da Aosta (fine del I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
76. Bicchiere dipinto con raffigurazioni di atleta-giocoliere, da Aosta (fine del I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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77. Bottiglia smaltata e dorata raffigurante la gara tra Apollo e Marsia (III-IV sec. d.C.). Corning Museum of Glass, New York.
77. Bottiglia smaltata e dorata raffigurante la gara tra Apollo e Marsia (III-IV sec. d.C.). Corning Museum of Glass, New York. 
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77. Bottiglia smaltata e dorata raffigurante la gara tra Apollo e Marsia (III-IV sec. d.C.). Corning Museum of Glass, New York.
77. Bottiglia smaltata e dorata raffigurante la gara tra Apollo e Marsia (III-IV sec. d.C.). Corning Museum of Glass, New York. 
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78. Coppa ansata con decorazione ad altorilievo, da Pompei (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
78. Coppa ansata con decorazione ad altorilievo, da Pompei (prima metà I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
A partire dalla metà del I secolo d.C. si diffondono vasi di grande raffinatezza, in vetro intagliato ricavati sia da fusioni a matrice, sia soffiati liberamente o in stampo, ornati da motivi vegetali (fiori di loto, rosette, foglie lanceolate), animali (conchiglie cefalopodi) e geometrici. Questa tecnica perdurerà a lungo e caratterizzerà i prodotti di pregio della media e tarda età imperiale.
L'impiego funzionale del vetro
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79. Vetro da finestra, di provenienza sconosciuta (II-III sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
79. Vetro da finestra, di provenienza sconosciuta (II-III sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
A partire dal I secolo d.C. il vetro viene utilizzato con maggior frequenza anche nel campo dell'architettura: le lastre di vetro da finestra, ottenute col metodo della colatura, venivano montate su telai di legno ed utilizzate negli edifici pubblici, principalmente nelle Terme e nelle ricche domus private. L'invenzione della soffiatura incrementò nel corso del I secolo l'uso del vetro piano a scopo funzionale e decorativo.
Le lucerne e le lanterne, manufatti di uso quotidiano, attestano l'impiego del vetro anche nel campo dell'illuminazione. Legati ai processi di distillazione nel mondo romano erano vetri 'da laboratorio' come i cosiddetti provini 'da vino' e le fiale fusiformi.
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80. Raro esemplare di provino da vino (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
80. Raro esemplare di provino da vino (I sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
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81. Grande fiala di colore verdazzurro (III-IV sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia.
81. Grande fiala di colore verdazzurro (III-IV sec. d.C.). Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia. 
Il vetro nella media e tarda aetà imperiale
Verso la fine del I secolo d.C. si verificò un nuovo cambiamento di gusto che portò a prediligere il vetro incolore, sottile e trasparente. Questa preferenza coinvolse le produzioni di vetro più corrente, dagli unguentari ai recipienti di uso domestico, sia in Oriente che in Occidente.
I contenitori per unguenti e balsami
Nel corso del primo secolo e più ancora nel successivo la produzione di unguentari comuni a corpo troncoconico assume nuove caratteristiche morfologiche. Il corpo si appiattisce a vantaggio del collo che si allunga, i balsamari a bottiglia conoscono una grande diffusione. Oltre ai balsamari a corpo bulbiforme e al tipo a candeliere coesistono modelli particolari caratterizzati dal corpo a depressioni o a forma lenticolare di produzione gallo-renana. Prove del controllo della produzione di balsami e unguenti da parte della casa imperiale sono i bolli a stampo o ricavati da conii monetali che compaiono sul fondo di alcuni tipi di contenitori.
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82. Balsamario troncoconico schiacciato, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
82. Balsamario troncoconico schiacciato, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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83. Esempio di balsamario a corpo tronco-conico conformato a bulbo in vetro incolore, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
83. Esempio di balsamario a corpo tronco-conico conformato a bulbo in vetro incolore, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
Tra II e III secolo d.C. vengono prodotti in oriente balsamari cefaloformi a faccia singola o doppia con raffigurazione di Dioniso o di Medusa; ancora soffiati a stampo sono flaconi di III secolo con decorazioni geometriche schematiche.
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84. Balsamario bifronte, dalla regione siro-palestinese (II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
84. Balsamario bifronte, dalla regione siro-palestinese (II sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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85. Balsamario/bottiglietta in vetro ambrato (seconda metà IV sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
85. Balsamario/bottiglietta in vetro ambrato (seconda metà IV sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
Spesso gli unguentari contenevano preparati farmaceutici: di uso farmacologico specifico, le bottiglie cosiddette 'mercuriali', spesso contrassegnate da marchi, erano diffuse in ambito occidentale e in particolare in area gallo-renana. Anche le bottiglie cubiche (Isings 50) sono state utilizzate per contenere medicinali, come lascia intravvedere il contesto di ritrovamento di Murecine (Pompei).
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86. Bottiglia mercuriale, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia.
86. Bottiglia mercuriale, da Aosta (II sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale, Aosta, Italia. 
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87. Bottiglia 'mercuriale', da Lipari (I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale Eoliano 'Luigi Bernabò Brea', Lipari, Messina, Italia.
87. Bottiglia 'mercuriale', da Lipari (I sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale Eoliano 'Luigi Bernabò Brea', Lipari, Messina, Italia. 
L'esuberanza decorativa che caratterizza gli ateliers occidentali, soprattutto della valle del Reno, si rileva anche in una produzione tipica delle vetrerie siro-palestinesi di epoca tardo-antica come gli unguentari a corpo doppio doppio e multiplo ornati da estrosi filamenti a spirale o zig-zag.
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88. Balsamario doppio biansato (IV sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
88. Balsamario doppio biansato (IV sec. d.C). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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89. Balsamario doppio decorato da un filamento disposto a spirale (IV-V sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
89. Balsamario doppio decorato da un filamento disposto a spirale (IV-V sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
La fantasia degli artigiani si manifesta anche nella tipologia dei contenitori di piccole dimensioni per cosmetici o per medicinali, come le bottigliette variamente decorate e le ollette orante da filamenti di colore contrastante, applicati a zig-zag in rilievo.
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90. Olletta decorata da un motivo orizzontale a zig-zag tra spalla e orlo (III-IV sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia.
90. Olletta decorata da un motivo orizzontale a zig-zag tra spalla e orlo (III-IV sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia. 
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91. Olletta biansata con motivo decorativo a zig-zag (IV sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
91. Olletta biansata con motivo decorativo a zig-zag (IV sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
In epoca tardoantica, con l'avvento della religione cristiana, le ultime forme di unguentari a corpo fusiforme allungato caratterizzano le sepolture del clero o sono comunque da collegare alla celebrazione dei nuovi riti. Legati alla pratica dei pellegrinaggi alcuni oggetti diventano, per il loro contenuto o per la loro provenienza, articoli devozionali.
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92. Bottiglietta esagonale con simboli ebraici (VI-VII sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
92. Bottiglietta esagonale con simboli ebraici (VI-VII sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
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93. Croce pettorale, dall'Egitto (IV-VI sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia.
93. Croce pettorale, dall'Egitto (IV-VI sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia. 
Il vasellame da mensa
A partire dal I secolo d.C. erano sorte in ambiente provinciale attività produttive che nel corso del II secolo avevano sviluppato caratteri autonomi di fantasia e abilità tecnica. L'estrosità di Colonia si era applicata a forme tradizionali, riplasmandone proporzioni e decorazioni. Si impone una produzione commerciale di uso corrente diversificata: bottiglie, piatti, bicchieri trasparenti e leggeri, perlopiù in vetro incolore con sfumature verdastre o azzurrognole, soffiati a stampo o modellati a mano libera.
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94. Piatto in vetro verdazzurro (II-IIIsec.d.C.). Museo Archeologico Regionale, Gela, Italia.
94. Piatto in vetro verdazzurro (II-IIIsec.d.C.). Museo Archeologico Regionale, Gela, Italia. 
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95. Bicchiere, da Sofiana (seconda metà II - III secolo d.C). Museo Archeologico Regionale, Gela, Italia.
95. Bicchiere, da Sofiana (seconda metà II - III secolo d.C). Museo Archeologico Regionale, Gela, Italia. 
Nel corso del III-IV secolo la diffusione dei prodotti vitrei diminuisce sensibilmente per mutate condizioni economiche e per cambiamento del gusto corrente. Si privilegia un ristretto numero di forme legate alle funzioni della mescita, soprattutto bottiglie, fiasche e bicchieri dalle linee essenziali. Si riversano sui mercati occidentali e padani i manufatti delle vetrerie renane di concezione più complessa, arricchiti da decori plastici e filamenti, oggetto di imitazione.
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96. Coppa in vetro verdazzzurro (IV-V sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Gela, Italia.
96. Coppa in vetro verdazzzurro (IV-V sec. d.C). Museo Archeologico Regionale, Gela, Italia. 
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97. Olpe a ventre sferoidale con costolature (IV sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia.
97. Olpe a ventre sferoidale con costolature (IV sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia. 
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98. Lucerna biansata (V-VI sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia.
98. Lucerna biansata (V-VI sec. d.C.). Civiche Raccolte Archeologiche e Numismatiche, Milano, Italia.
Lo spostamento della capitale da Roma a Costantinopoli segna una linea di rottura nella omogeneità della produziona romana del vetro: emergono i caratteri regionali diversificati dal punto di vista tecnico e formale con una commercializzazione limitata a mercati più ristretti. Accanto a forme strettamente funzionali, come le lampade vitree triansate, bicchieri, lampade, si diffondono esemplari di eccezionale raffinatezza destinati ad una ristretta elite. Continua inalterato anche l'uso di elementi di ornamento personale.
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99. Vaghi di collana, da Sofiana (IV-V sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale di Gela, Caltanisetta, Italia.
99. Vaghi di collana, da Sofiana (IV-V sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale di Gela, Caltanisetta, Italia. 
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100. Coppia di orecchini da Sofiana (metà V-VIII sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale di Gela, Caltanisetta, Italia.
100. Coppia di orecchini da Sofiana (metà V-VIII sec. d.C.). Museo Archeologico Regionale di Gela, Caltanisetta, Italia. 
I vetri incisi
Con il vetro incolore si diffonde il concetto di trasparenza che consentiva all'intagliatore di sfruttare le proprietà del vetro, sfaccettando e incidendo le superfici dei recipienti.
La natura suntuaria del vetro inciso è rappresentata da prodotti decorati con sfaccettature a sbalzo desunte da modelli metallici: si tratta di prodotti di origine orientale di raffinata fattura caratterizzati dall'uso di un vetro trasparente monocromo opportunamente decolorato. Verso la fine del I secolo d.C. sui mercati d'Italia e delle province occidentali fanno la loro comparsa impegnativi servizi da tavola: il motivo 'a favo d'ape' è riprodotto su grandi vassoi da portata, tondi e ovali, raramente su brocche trilobate, più frequentemente invece su bicchieri di forma troncoconica (Isings 21).
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101. Coppa con decorazione a 'chicchi di riso' (III sec. d.C.). Diageo Glass Collection, S.Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia.
101. Coppa con decorazione a 'chicchi di riso' (III sec. d.C.). Diageo Glass Collection, S.Vittoria d'Alba, Cuneo, Italia. 
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102. Bottiglia con decorazione geometrica incisa, di provenienza sconosciuta (fine del III-IV sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona.
102. Bottiglia con decorazione geometrica incisa, di provenienza sconosciuta (fine del III-IV sec. d.C.). Museu d'Arqueologia de Catalunya, Barcelona. 
Alla fine del II secolo d.C., l'estrema semplificazione del motivo inciso, risolto talora anche in chiave disegnativa, compare su piatti e coppe mentre semplici fasce di linee incise o cerchi concentrici ornano il corpo delle bottiglie.
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Tra la fine del II e la prima metà del III sec. d.C. sono attestate importanti produzioni renane e orientali come il Lynkeus Group (coppa di Linceo).
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Accanto a semplici decorazioni di tipo geometrico non mancavano rari vetri di eccezionale pregio ornati da elementi figurativi ad intaglio, i cosiddetti 'vasa diatreta', celebrati da Marziale per il loro valore (Epigr. XII, 70), come la lanx (vassoio) in vetro blu da Albenga decorata da una coppia di eroti bacchici, datata tra la fine del I e l'inizio del II sec. d.C. e la più tarda coppa scena dionisiaca.
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Filamenti e spirali adornano i balsamari ispirati a sagome di botticelle, decorano con foglie di edera colorate le superbe di brocche in vetro trasparente; di grande effetto l'uso di filamenti serpentiformi.
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Una serie di bottiglie conformate si ispira al mondo naturale con una originale interpretazione di temi fitomorfi e zoomorfi.
Il motivo decorativo dei bolli policromi, rielaborato in ambito renano, si diffonde rapidamente nell'area padana e nel territorio italico. L'applicazione di gocce, in genere di colore blu, fanno la loro comparsa sui vetri di epoca tarda: bolli isolati o a gruppi punteggiano le forme di brocche, bicchieri e calici.
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La decorazione a figure intagliate e incise era rara in questo periodo: è appunto negli esemplari decorati che i diatretari eccelsero e raggiunsero un alto livello qualitativo e formale. Tra i prodotti più notevoli del IV secolo con decorazione figurata si ricorda la situla del Tesoro di S. Marco, in vetro purpureo, azzurro, traslucido, fuso, molato e intagliato alla ruota con la rappresentazione di Dioniso e le figlie di Minia e la famosa coppa di Licurgo, in vetro cangiante verde opaco-rosso traslucido, con fregio figurato rappresentante l'atroce morte del re tracio.
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Dopo l'esperienza ellenistica, soltanto verso la fine del IV secolo d.C. riprende la produzione di vetri dorati a Roma e in Renania. Sono prodotti distintivi di un ceto sociale elevato e per i soggetti rappresentati, di repertorio dionisiaco, sono connessi ai temi conviviali del simposio. La produzione romana di ambito urbano privilegia temi religiosi legati all'uso funerario. Al gruppo dei 'fondi d'oro' appartengono esemplari che abbinano ritratti di coniugi togliere queste due parole in posizione centrale o figure di santi o gli Apostoli Pietro e Paolo. Ad una officina operante in Roma appartiene anche il bicchiere dorato di Aosta della fine del IV secolo, con raffigurazione di santi e apostoli, avvicinati a coppie e identificati dalle iscrizioni. Un raro esemplare di coppa con decorazione figurata a foglia d'oro proviene da Spinetta Marengo (Alessandria): rappresenta una scena allegorica ispirata al tema della caccia regale del mondo partico-sassanide e a motivi cristiani.
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Con la caduta dell'Impero Romano di Occidente si conclude l'esperienza vetraria romana: in Oriente perdurerà a lungo l'attività produttiva e sperimentale mentre in Italia, Gallia, Renania si attivarono le basi di nuove produzioni.
Una produzione caratteristica della tarda antichità è quella delle preziose coppe diatrete, dette anche 'coppe a gabbia' (cage cups), destinate ad una ristrettissima élite nell'ambito dei funzionari e dei notabili collegati con la corte imperiale: si tratta di rari e preziosi vasi potori con scritte augurali inneggianti al bere, utilizzati nei banchetti come recipienti per il vino, prodotti a Colonia o nell'Italia settentrionale nella prima metà del IV secolo d.C. Diffuse in area renano-danubiana (Colonia, Pannonia, Treviri), celeberrimo esemplare di questa produzione è la 'coppa Trivulzio'. Non infrequente è l'uso di queste coppe, soprattutto se di forma emisferica e munite di collarino, come lampade o lucerne.
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Zanda 1994

E. Zanda, Vetri romani dalle necropoli di Asti, in AA.VV., Museo Archeologico di Asti. La collezione dei vetri, Asti 1994, pp. 63-82.

Zampieri 1998

G. Zampieri, Vetri antichi del Museo Civico Archeologico di Padova, Venezia 1998.

Zanchi Roppo 1969

F. Zanchi Roppo, Vetri paleocristiani a figure d'oro conservati in Italia, Bologna 1969.

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